L'incontro all'UFC 327 è già considerato uno dei principali candidati al titolo di match dell'anno, ma per Curtis Blades, quella notte a Miami ha suscitato emozioni contrastanti. Nonostante la sconfitta per decisione unanime contro Josh Hokit, il peso massimo non ha nascosto la sua convinzione di aver vinto l'incontro.
Curtis Blades è fiducioso: la vittoria è stata sua
Subito dopo l'incontro, Blades ha chiarito di non essere d'accordo con la decisione dei giudici all'UFC 327. Ritiene di avere ancora a disposizione i round chiave, soprattutto il primo e il terzo.
Ammette che il secondo round è stato vinto da Hokit: lì l'avversario è sembrato più veloce, più preciso e ha colpito più spesso in sequenza. Ma nel resto degli episodi, secondo Blades, è stato lui a dettare il ritmo del combattimento, a pressare e a lavorare nel clinch.
Il combattente ha prestato particolare attenzione al clinch, un momento che spesso rimane "dietro le quinte", ma che influenza l'esito dell'incontro. Blades è sicuro di aver vinto la maggior parte di questi scambi, ma i giudici potrebbero non tenerne pienamente conto.
Allo stesso tempo, non si sottrae all'autocritica: sì, ci sono stati degli errori, sì, in alcuni punti ha tralasciato troppo. Ma emotivamente, è già giunto alla conclusione che non considera questa battaglia persa.
Incontro dell'anno all'UFC 327: quasi 400 pugni e nessuna indietreggiamento.

L'incontro tra Blades e Hokit si è rivelato un caso raro per un peso massimo: una vera e propria "macchina da guerra" senza un attimo di tregua. In tre round, i due pugili hanno messo a segno più di 390 pugni, un dato atipico per la categoria.
Ecco le statistiche essenziali della battaglia:
Questo incontro è stato diverso sotto diversi aspetti contemporaneamente:
- ritmo costante elevato
- scambi accesi in tribuna
- lottando per l'iniziativa fino all'ultimo gong
Blades ha ammesso che tecnicamente avrebbe potuto fare meglio – chiudersi in alcuni punti, schivare i colpi in altri. Ma allo stesso tempo, sottolinea la cosa più importante: non ha dato al suo avversario la minima possibilità di chiudere l'incontro prima del previsto.
E c'è un punto importante da sottolineare: la battaglia non era solo per la vittoria, ma anche per un principio.
Blades e il conflitto di Hokita: dalla conferenza stampa all'ambulanza
La storia dello scontro è iniziata ancor prima della battaglia. Josh Hokit ha provocato attivamente Blades con discorsi bizzarri, attacchi in rima e insulti diretti.
Durante l'incontro, la tensione non ha fatto che aumentare. Secondo Blades, Hokit si è lasciato andare a gesti provocatori proprio nell'ottagono, il che ha definitivamente annullato ogni possibilità di "rispetto sportivo".
Dopo l'incontro, la reazione fu fredda: nessuna stretta di mano, nessun gesto amichevole. Lo stesso Blades ammise in seguito di aver sbagliato comportamento, che avrebbe dovuto comportarsi in modo più professionale, ma che le emozioni ebbero la meglio.
L'episodio più significativo si verificò dopo la battaglia, in un'ambulanza. Dopo aver sentito la voce di Hokita, Blades chiese immediatamente ai medici di portarlo via per evitare un nuovo scontro. A suo dire, era pronto per il "quarto round" anche in quelle condizioni.
Tuttavia, questa storia è tutt'altro che conclusa. Un combattimento di tale portata, con una tale intensità e una reazione così forte da parte del pubblico, porterà quasi inevitabilmente a una rivincita. E se questa avrà luogo, non sarà più solo un incontro, ma la continuazione di una delle storie più intense degli ultimi tempi nell'UFC.
Discorsi di combattimento
Condividi la tua opinione su questa storia
Inizia la conversazione
Condividi per primo la tua opinione. Discuti dell'incontro, delle reazioni e dei pronostici con gli altri fan.